inserita il: 1 settembre 2009
Si è concluso il 75° Congresso dell’IFLA, International Federation of Library Association and Institutions, l’annuale convegno mondiale dei bibliotecari, che si è tenuto a Milano dal 23 al 27 agosto 2009. Il Congresso è tornato di nuovo in Italia dopo ben 45 anni dall’ultima edizione, a dimostrazione della crescita professionale dei bibliotecari italiani avvenuta negli ultimi anni.
L’IFLA fu fondata a Edimburgo nel 1927; tuttavia proprio in Italia, 80 anni fa, in occasione del primo “Congresso mondiale delle biblioteche e di bibliografia”, inaugurato a Roma nel giugno 1929 (con prosecuzione a Firenze e Venezia), fu proposto il nome della neonata associazione: International Federation of Library Association. Il secondo incontro dell’IFLA in Italia si tenne nel 1951; il terzo nel 1964, sempre a Roma.
Al congresso di Milano hanno partecipato 4.496 bibliotecari provenienti da 136 paesi diversi, il numero più alto mai raggiunto in un congresso IFLA; si tratta di un grande successo e di un segno di vitalità della comunità bibliotecaria, pur in questa situazione di crisi economica globale.
Il titolo della 75a conferenza dell’IFLA è stato Libraries create futures: building on cultural heritage. Le biblioteche sono chiamate a mantenere un equilibrio tra passato e presente. L’avvento dell’informazione digitale come comune denominatore della società moderna ha modificato radicalmente la qualità dell’informazione e della comunicazione. Come possono far fronte i bibliotecari a questi cambiamenti? Le questioni principali – in aggiunta ai compiti tradizonali, come selezionare, catalogare, conservare e promuovere la lettura – si riassumono in tre punti:
primo, nell’interesse dei propri utenti, le biblioteche devono aumentare la cooperazione, idealmente a livello mondiale;
secondo, l’oggetto del lavoro delle biblioteche, che ha da sempre un focus internazionale, deve convergere adesso con quello degli archivi e dei musei;
terzo, le biblioteche hanno sempre svolto un’importante funzione sociale. Sono “piazze pubbliche”, aperte a chiunque, a prescindere da chi il lettore sia e da cosa egli faccia.
Come possono le biblioteche usare le proprie specifiche competenze ed esperienze per essere un punto di riferimento anche nell’era digitale? Le biblioteche devono aggiungere un aspetto educativo al proprio ruolo tradizionale nel fornire l’informazione. La Società della conoscenza, la nostra società, ha bisogno di cittadini responsabili ed emancipati che abbiano acquisito le necessarie competenze informative. Le nuove tipologie di produzione e disseminazione dell’informazione impongono inoltre alle biblioteche di ridefinire la loro funzione all’interno della catena informativa. Nell’universo della carta stampata alla biblioteca era assegnato il ruolo di intermediario tra autore, editore, fornitore e lettore. Nel nuovo mondo digitale queste funzioni stanno cambiando: Internet consente a chiunque di essere al tempo stesso autore e lettore. Le biblioteche dovrebbero sostenere il principio dell’open access, secondo lo spirito della Dichiarazione di Berlino, e affrontare le problematiche del diritto d’autore per poter cooperare in vista di un nuovo equilibrio tra produzione e uso della conoscenza. Le biblioteche in particolare dovrebbero occuparsi di gestire i materiali digitali, la cui conservazione nel lungo periodo è un problema da affrontare con urgenza, pena una perdita globale della memoria di dimensioni finora sconosciute.
Libraries create futures: building on cultural heritage. Il termine futuro è stato declinato al plurale perché il mondo è plurale. E pluralismo significa diversità: pluralismo e diversità, o multiculturalità, sono sempre stati assicurati dalle biblioteche in nome della tolleranza e del rispetto delle idee, delle credenze religiose e dei sistemi culturali. La vicinanza fisica dei volumi su uno scaffale è il migliore esempio di coesistenza che possa essere immaginato: l’utopia del possibile. Nel pluralismo costruiamo insieme la tradizione del futuro.
I bibliotecari italiani hanno conosciuto negli ultimi anni una considerevole crescita professionale, grazie alla diffusione di corsi universitari specifici dedicati alla biblioteconomia, ai corsi di aggiornamento professionale organizzati dall’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e da agenzie pubbliche e private, alla diffusione di periodici in ambito LIS e alla sempre maggiore partecipazione al dibattito scientifico internazionale.
Il Congresso ha rappresentato un’occasione eccezionale per incontrare bibliotecari di tutto il mondo: ciò è stato ugualmente importante come il dibattito professionale, significativo; come sempre. La prolusione è stata tenuta dalla professoressa Nicoletta Maraschio, dell’Università di Firenze e Presidente dell’Accademia della Crusca. Vorrei ricordare che durante il congresso si è tenuto il primo incontro delle biblioteche religiose e presso l’Ambrosiana e … il primo “Campionato di calcio IFLA”, con vittoria della Germania sull’Italia per 2-1.
Giornali, radio e TV hanno dedicato molta attenzione al Congresso e alle biblioteche italiane, con oltre 100 fra articoli, interviste e segnalazioni pubblicate: probabilmente è la prima volta che accade in Italia, e ciò è un risultato importante.
Durante il Congresso abbiamo cercato di condividere con tutti i delegati stranieri parte del nostro patrimonio culturale: concerto lirico alla Scala, in Duomo (con il suono di uno Stadivari) e nella Basilica di Santa Maria della Passione.
Circa 200 volontari, provenienti da varie parti del mondo e, naturalmente, dall’Italia, hanno lavorato con gentilezza e cortesia al buon esito del congresso.
Il Comitato Nazionale italiano ha ottenuto un attestato di encomio per l’alta professionalità dimostrata.
Tanta storia, tanta tradizione, tanto patrimonio culturale: ora dobbiamo costruire i nostri futuri, insieme, nel rispetto della diversità, del pluralismo e dell’accesso aperto alla conoscenza.
Mauro Guerrini
Università di Firenze
Presidente del National Committee IFLA 2009 Milan
Si è concluso il 75° Congresso dell’IFLA, l’annuale convegno mondiale dei bibliotecari. Mauro Guerrini, presidente del Comitato organizzatore italiano, traccia un primo bilancio dell’evento. (continua…)