Il contributo dell’e-learning alla costruzione di una comunità di apprendimento multigenerazionale in una biblioteca universitaria: osservazioni tratte dalla pratica.
Matilde Fontanin
Università di Trieste
Il personale delle biblioteche universitarie in Italia proviene generalmente dalle più diverse esperienze professionali, e lo stesso vale per l’Università di Triete. Sebbene la situazione del panorama nazionale sia in evoluzione, è un dato di fatto che al momento il personale non sia composto interamente da bibliotecari con titoli di studio specifici; oltre a questo le differenze di età, di formazione e di stabilità lavorativa non contribuiscono a creare la percezione di appartenere ad una comunità omogenea, dove l’informazione viene condivisa e viene fatta circolare ai fini di favorire l’apprendimento organizzativo e il conseguente aumento della consapevolezza e degli standard del servizio.
La formazione in servizio del personale può costituire un’opportunità per contribuire a diffondere tra il personale un senso di appartenenza, e favorire così il processo di integrazione; d’altro canto, però, è innegabile che la partecipazione ai corsi distoglie le persone dagli altri compiti assegnati.
Il recente sviluppo di una piattaforma di e-learning nel nostro Ateneo è stato coltocome un’opportunità per sviluppare una diversa modalità di svolgimento dei corsi: l’apprendimento misto, basato su momenti in presenza e laboratori online, permette ai partecipanti di essere maggiormente attivi che nella classe frontale, e di estendere l’esperienza di apprendimento per un periodo più lungo, pur riducendo la necessità di allontanarsi dal luogo di lavoro.
Il dubbio è se tutto questo contribuirà davvero alla creazione di una comunità di lavoro: ci si possono aspettare delle resistenze, soprattutto da parte di quei lavoratori meno qualificati o meno a loro agio con la tecnologi, i quali potrebbero trovare il nuovo mezzo di comunicazione poco amichevole. Al fine di ridurre questi disagi sarà necessario il supporto dei tutors, e innanzitutto l’indizione di un programma di formazione nell’uso dello strumento: si confida che questo possa aiutare a comprendere i vantaggi offerti dalla nuova tecnologia, limitando così le resistenze.
Per cominciare, la piattaforma di e-learning è stata usata per effettuare un’indagine sui bisogni formativi, dove coloro che hanno risposto sembravano apprezzare lo strumento. Inoltre sono stati da poco conclusi i primi corsi sull’uso dello strumento. Dai risultati di queste esperienze si potrà inferire se l’assunto iniziale –che l’apprendimento misto possa contribuire alla creazione di una comunità- sia sostenibile. Nel caso i risultati si rivelassero al di sotto delle aspettative, sarà comunque interessante derivarne una lezione sugli aspetti che sono stati trascurati e che potranno essere migliorati nel futuro