La musica in Italia: cataloghi e regole di catalogazione per un patrimonio straordinario
Massimo Gentili-Tedeschi
Biblioteca Nazionale Braidense, Ufficio Ricerca Fondi Musicali Milano
Il patrimonio musicale storico italiano è unico al mondo: centinaia di migliaia di musiche a stampa ma anche una grande quantità di manoscritti musicali conservati in migliaia una miriade di biblioteche pubbliche, private, ecclesiastiche.
La catalogazione corrente e retrospettiva è iniziata nell’Ottocento in ambito internazionale; Claudio Sartori ha creato il catalogo nazionale della musica e fondato nel 1965 l’Ufficio Ricerca Fondi Musicali della Biblioteca Nazionale Braidense. I cataloghi nazionali della musica a stampa e manoscritta sono stati trasformati in una banca dati nel 1986, integrata nel Servizio bibliotecario nazionale nel 2004, con la creazione dell’Indice2. Il catalogo conta circa 865.000 record di musica a stampa, manoscritta o registrata e di libretti per musica.
Lo sviluppo delle regole di catalogazione e degli standard MARC per i materiali musicali è parallelo all’attività di catalogazione ed è pure coordinato in ambito internazionale. In Italia un gruppo specializzato collabora con la Commissione nazionale per le regole di catalogazione, allo scopo di integrare i nuovi principi generali, aggiungendo esempi e pubblicando regole specifiche; attualmente l’attenzione è focalizzata sui manuali applicativi per la catalogazione musicale e su regole specifiche per i titoli uniformi e per i manoscritti musicali.
Infine si sono realizzati numerosi progetti di digitalizzazione e importanti collezioni sono ora disponibili nel web, anche se c’è molto lavoro da fare, considerando l’ammontare degli investimenti che la conservazione e la valorizzazione del patrimonio musicale italiano richiede.